Una startup ha un piano per rivoluzionare i film di animazione in Italia

8 Gennaio 2024

La casa produttrice Ilbe ha sviluppato un sistema in otto mosse per aprire il mercato dell’animation anche ai piccoli studi

DARIO D’ELIA – Italia, Luogo dell’innovazione – 04.01.2024

Lo sai qual è il segreto di Disney? La pipeline. E vorrei vedere, considerato che arriva a spendere tre milioni di dollari per un minuto di animazione“, svela a Wired con piglio sardonico Andrea Iervolino, ad e fondatore della casa produttrice Ilbe Group. La pipeline? Sì, il processo produttivo che orchestra il lavoro di realizzazione di un progetto di animazione: lo sviluppo della serie, la scrittura, la creazione degli asset, l’animatic, il layout e l’animazione, lighting, rendering, compositing e infine post-produzione.

Il tema di fondo è che ogni casa produttrice – grande o piccola che sia – è gelosissima della propria pipeline e non la noleggia. E a differenza di altri settori non si può comprendere dal risultato finale quale sia stato lo schema di gioco a monte. Dopodiché l’elemento chiave è che questo processo riesce a condizionare costi, qualità finale, tempi, tutto insomma. “Sono passati 13 anni da quando ho aperto il mio primo studio di animazione in Canada e già allora i mii tecnici mi dicevano che dovevamo avere una nostra pipeline. Ora dopo 104 film prodotti, fra cui l’ultimo Ferrari, riconosco che ai tempi ho fatto bene ad ascoltarli. E quindi oggi offriamo al mercato la nostra pipeline in licenza per le animazioni“, spiega Iervolino.

Una soluzione che ha consentito allo studio di realizzare 1700 minuti di contenuti animati in tre anni. Nel 2022 il gruppo ha registrato un valore di produzione complessivo di circa 161 milioni di euro, di cui il 70% relativo proprio all’animazione.

Ilbe Group

IL VALORE DELLA PIPELINE ILBE

Per comprendere a fondo il valore di una pipeline un ottimo spunto è quello fornito dal film The Founder, dove il protagonista interpretato da Michael Keaton costruisce pezzo per pezzo la catena McDonald’s. Una pipeline riguarda il personale, l’organizzazione, l’hardware, il software, i mezzi tecnici, i pagamenti e il resto.

Un esempio eclatante di questo metodo, e conseguente successo, è la serie di animazione Puffins che ha coinvolto Johnny Depp, ed è disponibile su Apple Tv, Prime Video e Chili Tv. “Abbiamo inventato una pipeline basata sulle serie, invece che shot-by-shot. In pratica l’artista può cambiare gli elementi, dalla scrittura alla consegna, a piacimento e in ogni momento“, puntualizza Iervolino.

La dinamica di flusso in pratica si affida a un’organizzazione dove ogni punto, ruolo o reparto ha relazioni con tutti gli altri. L’opposto di una catena di montaggio a postazioni fisse, dove arriva una scocca e via via si montano gli altri pezzi, fino al collaudo. “Il nostro approccio consente anche di velocizzare i tempi perché c’è contemporaneità produttiva“. Verrebbe da chiedere quale possa essere il cliente ideale per la pipeline di Ilbe, certamente non Disney o Pixar. “Tutte le realtà che oggi si affidano a produzioni esterne, magari lontane per realizzare i loro progetti di animazione“.

DEMOCRATIZZARE LA PRODUZIONE DELL’ANIMAZIONE

Il fondatore di Ilbe parla di democratizzazione della produzione dell’animazione poiché in questo modo si offre la possibilità a tutti di entrare in questo mondo. Perché l’ulteriore valore aggiunto è che anche una piccola casa adesso può assicurare ai committenti tempi certi di consegna, qualità e costi certi. “Possono dire che hanno la pipeline Ilbe, che per di più ha la maggior parte dei componenti in cloud e quindi gestibile e monitorabile in ogni dettaglio in remoto“, aggiunge Iervolino.

In Italia la maggior parte dei produttori indipendenti di animazione hanno un ufficio con tre persone: di solito il produttore, una segretaria e un contabile. Cristian Jezdic di Cartoon Italia ha stimato che in Italia vi siano circa 80 compagnie, soprattutto di piccole dimensioni. Quando avviano un progetto semplicemente si affidano a uno studio di animazione esterno e di fatto confidano un po’ sul risultato.

In sintesi con la pipeline a disposizione non resta che occupare tutte le caselle di personale di cui c’è bisogno e portare a casa il cortometraggio o il lungometraggio in tempi certi. “E sui costi posso dire che quando c’è efficienza c’è sempre un risparmio, però poi dipende dagli artisti in gioco. Perché con quel genio di Michael Mann per Ferrari ha chiesto di andare fisicamente in decine di posti diversi per controllare le location invece che basarsi sulla ripresa di un drone e quindi il conto per gli spostamenti in elicottero…“. Il prezzo della licenza della pipeline non è comunque fisso, bensì il 17,5% rispetto al costo dell’opera – quasi la metà rispetto ai comuni costi. “Il mio sogno? Fare in modo che i talenti italiani possano emergere, perché in Europa i nostri studi sono ancora indietro. Ecco vorrei che il nostro paese fosse riconosciuto questo primato. Non ci manca nulla. Solo un po’ di organizzazione. Una pipeline“, conclude Iervolino.

 


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